
Io devo aver studiato in un paese straniero e non me ne sono resa conto.
Leggendo i giornali che dovrebbero essere scritti da intellettuali che conoscono bene l'uso della grammatica e delle parole rabbrividisco nel sentirmi ignorante.
Io ignoravo fino a poco fa che l'immigrazione è un problema come ignoravo che i Rom fossero un problema. Ho sempre creduto che l'immigrazione fosse un fenomeno e che i Rom fossero un'etnia. Ho sempre creduto che i fenomeni andrebbero gestiti e che con le etnie diverse dalla propria bisogna imparare a convivere civilmente. Invece oggi imparo da cotanti giornali che gli immigrati sono un problema di per sé, nessuno specifica che il problema in realtà è lo stato di clandestinità, lo sfruttamento da parte di persone senza scrupoli del loro lavoro in nero, la schiavitù e i loro problemi di integrazione. Lo stato di clandestinità poi in questo paese è frutto non tanto della volontà o meno del clandestino ad essere regolare ma dell'incapacità dello Stato di gestire tale fenomeno. Allora i titoli dei giornali dovrebbero essere: "EMERGENZA DELLO STATO! Non siamo capaci di gestire il fenomeno!" con annesso articolo che spieghi il perché di ciò nei fatti. Invece sono tutti incentrati a riportare le parole pedisseque di tale politico e di quell'altro politico che tutto possono dire ma che sicuramente non informano nessuno della situazione reale. Lo stesso dicasi per i campi nomadi e per i Rom. Se c'è un'etnia da far conoscere meglio il metodo migliore è staccarsi dalla poltrona in redazione e andare in giro a chiedere, vedere, controllare. Invece non succede, anzi. Succede che a descriverci i Rom sono i politici (che rom non sono e che generalmente abitano a debita distanza da loro e che non hanno mai messo piede in un campo nomadi) con le loro tesi politiche. Allora dov'è la notizia? Ciò che farfuglia un politico è l'unica notizia che ci spetta? Chi è che descrive il paese in cui viviamo? I politici? E vogliamo dare loro questo compito quando si sa perfettamente che loro descriveranno il paese che più gli conviene piuttosto che quello reale?
L'immigrazione non solo non è un problema di per sé, ma adeguatamente gestita può essere una risorsa formidabile per un sistema paese. Anche la diversificazione delle etnie e delle religioni in un paese civile porta accrescimento e nuove conoscenze, porta ad un confronto costruttivo. In Italia no, semplicemente perché oramai dubito che esista un sistema paese che regga. Sono anni che in campagna elettorale non sento più parlare di un progetto di governo che includa i problemi sociali inseriti nel contesto più ampio di sistema paese. Forse Prodi cercò di dire alcune cose a riguardo ma non sono state poi tanto descritte (e poi comunque è affondato qualsiasi buono proposito in tal senso).
Posso io andare a votare a seconda del fatto che ho una casa di proprietà e pago l'ICI o sono un artigiano e non voglio tassazioni su di me o se sono un delinquente perché mi fanno una legge che mi scarcera ogni volta e non devo pagare conseguenze? Io dovrei andare a votare per chi propone idee fattibili, reali e concrete su come va gestito questo paese, su come gestire ogni singola sfumatura sociale, amministrativa, politica e chi più ne ha più ne metta.
Non dovrei aspettare che in Italia tutti diventino GAY per poter sperare in una legge che applichi un diritto sancito dalla costituzione (pari diritti-doveri). Non devo sperare che tutte le donne d'Italia facciano un patto e rimangano tutte incinte nello stesso anno per poter vedere una legge a tutela della maternità e che aiuti economicamente queste future mamme a dar da mangiare al loro bambino. Non devo sperare che in tutt'Italia vengano torturate persone per avere una legge che sancisca che la tortura è un crimine.
Ma in fondo in qualche cosa dovrò pur sperare per andare avanti. Forse devo sperare che le persone quando andranno a votare la prossima volta siano più consapevoli che il loro voto dovrà essere per chi propone idee decisive che migliorino la vita a tutti. A me, all'immigrato, al Rom, all'imprenditore, al carabiniere, all'insegnante, allo studente, ai gay, alle donne, ai bambini, agli anziani...in egual misura...
Bisognerebbe far capire alle persone che il bene comune è l'unico bene che non ha effetti collaterali.
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