FESTA DEI VALORI AD AQUINO (FR) - 5 AGOSTO 2009
TRASCRIZIONE INTERVENTO ANDREA GIOVINAZZI
"Buonasera a tutti. Mi chiamo Andrea Giovinazzi e vorrei parlarvi della situazione della banda larga nella nostra nazione e, più in particolare, nella nostra zona. Una connessione veloce non serve soltanto per scaricare musica o film, ma rappresenta l'accesso alla più grande ed importante fonte di cultura, di opportunità e di informazione libera.
Tutto ciò per non pochi cittadini rappresenta una chimera, ed il gruppo giovani dell'Itala dei Valori è qui per proporre una concreta soluzione al problema. Nelle pubblicità di Telecom Italia e degli altri provider vengono sbandierate velocità elevate e fantomatiche coperture che arriverebbero quasi al 100% della popolazione, ma non è affatto così: in Italia circa il 25% dei Comuni, quasi tutti piccoli ma non tutti piccoli, sono senza connettività diversa dal 56k. Com'è possibile questo? È possibile perché noi abbiamo una delle reti telefoniche forse più vecchie del mondo, costruita dalla Sip, poi diventata Telecom Italia, la quale è stata privatizzata nel 1999 e da quel dì gli investimenti sulla copertura e sulla manutenzione sono diventati minimi.
Il problema della connettività, a maggior ragione in un paese come il nostro che è schiavo dell'informazione televisiva totalmente di parte, è ancora più sentito. Personalmente sono uno che guarda poca televisione e si informa moltissimo su Internet; non tutti possono fare altrettanto perché non tutti sono raggiunti dalla connettività a banda larga.
Negli ultimi anni sono stati utilizzati soldi pubblici per allargare la copertura ADSL grazie a degli accordi tra alcune regioni e Telecom Italia, la quale ha ringraziato ed ha portato delle connessioni scadenti ed economiche, le cosiddette mini-ADSL, con le quali non è nemmeno possibile vedere un video su YouTube in maniera fluida: hanno una velocità massima meno di un 1/10 di quella di una normale connessione ADSL e la banda disponibile viene divisa in base al numero di utenze connesse in quel determinato momento, quindi bastano 10 computer accesi per far scendere la velocità ad un centesimo di una connessione normale. Nella provincia di Frosinone abbiamo numerosi apparati di questo tipo, purtroppo: Colfelice, Villa Santa Lucia o la contrada Sant' Oliva di Pontecorvo, tanto per citare qualche esempio a pochissima distanza da noi.
Tanto per intenderci, siccome queste centrali non saranno mai modernizzate, hanno utilizzato i nostri soldi per una tecnologia vecchia, con risultati pessimi. In alcuni casi si è cercato di superare questo problema utilizzando delle tecnologie alternative come quelle legate al wireless, ma varie leggi nazionali (una su tutte il Decreto Pisanu del 2005) hanno molto limitato la diffusione del wi-fi ed una scriteriata asta tenutasi circa un anno e mezzo fa ha ammazzato sul nascere la possibilità che il wi-max, utilizzata con successo all'estero, potesse risolvere il digital divide.
Facciamo un esempio concreto: una connessione a banda larga è anche sinonimo di telefonate a costo zero, usando programmi come Skype o similari. Io capisco che qualcuno avrà delle difficoltà a capire come si usa Skype, ma basta una persona in ogni famiglia che si occupa della parte più, diciamo così, “tecnica”, e tutti gli altri membri, utilizzando una cornetta non connessa al telefono tradizionale ma al computer, parlano gratis per ore, tutto il tempo che si vuole. Faccio un esempio per le persone non della mia generazione che magari hanno diffidenza nell'avvicinarsi ad un computer: chi di voi ha un figlio, un nipote o un parente che vive magari nel nord Italia o addirittura all'estero? Bene, con la banda larga voi potete parlare e vedere tramite una telecamerina i vostri cari totalmente gratis.
Bisogna sapere che andando a toccare il settore delle telecomunicazioni è come se si andasse in un certo senso a toccare il settore dell'acqua e dei rifiuti: ci sono enormi interessi che girano, perché chi comanda le telecomunicazioni ha in mano tutto il paese.
Parliamo ora più approfonditamente della situazione della nostra zona e di come si può risolvere il problema. Come detto, la nostra provincia ha numerossissme zone non coperte o coperte utilizzando tecnologie obsolete e molto poco preformanti. Purtroppo non si può fare una mappatura precisa della diffusione della banda larga in quanto Telecom Italia fornisce solo l'elenco delle zone coperte ma non quello delle aree scoperte. Da quello che mi risulta, smentitemi se sbaglio, Aquino ha una sola centrale che riesce a coprire tutto il territorio, ma mi piacerebbe sapere le prestazioni delle connessioni di chi abita verso la Volla, ad esempio. Difatti le prestazioni dell'ADSL peggiorano sempre più all'aumentare della distanza dalla centrale Telecom: ad esempio nel nostro capoluogo, Frosinone, dove c'è la 20 mega, alcune zone troppo lontane dal centro non riescono neanche a connettersi con il 56k, ma per Telecom Italia risultano coperte in quanto connesse ad una centrale con ADSL. Ecco come imbrogliano sulle cifre!
Realtà di questo genere sono comunissime, ed unite ad altre situazioni tipiche delle nuove zone delle grandi città, dove alcune vetuste strutture tolgono la possibilità di avere la banda larga, formano la grande bugia che ad ogni pubblicità viene perpetrata, ovvero le fantomatiche coperture di cui parlavo prima. Questi apparati si chiamano MUX e sono presenti anche nelle nostre zone, ad esempio ce n'è uno all'altezza del bivio per Villa Santa Lucia, sulla Casilina, e personalmente ne ho individuato uno (per fortuna non più utilizzato) nelle campagne di Roccasecca, verso Pontecorvo. In pratica, anni ed anni fa la SIP, nelle zone dove la crescita demografica è stata elevata, ha installato i MUX al posto di costruire una nuova centrale. Ma questi non permettono il passaggio dell'ADSL, impedendo senza appello a chi è connesso a loro di avere una connessione decente.
Analizziamo qualche zona scoperta: io sono di Roccasecca e nel mio comune ci sono 3 centrali. Di queste, solo una, quella della zona Scalo, ha l'ADSL (e neanche da molto), mentre le altre due sono scoperte. Io abito nella zona del centro storico e se non ci fosse un provider locale che fornisce la banda larga wi-fi sarei anche io con il 56k. Perché queste discriminazioni? Perché queste differenze? Si dirà, Telecom Italia essendo un'azienda privata, investe solo dove c'è maggiore profitto. Logico, se solo la realtà fosse questa! Avete presente il paese di Rocca D'Arce? Ebbene, questo piccolo borgo di 991 anime ha da anni addirittura la 20 mega, ovvero la velocità che nella nostra provincia si raggiunge, tranne rarissime eccezioni, sono a Frosinone e Cassino! Non dico falsità, sono dati verificabili da chiunque. Ecco, io vorrei che qualcuno di Telecom Italia spiegasse perché Rocca D'Arce merita la 20 mega e Roccasecca (ma qualunque altro paese scoperto) merita il 56k. Non fraintendetemi, non ce l'ho assolutamente con Rocca D'Arce, anzi sono molto felice della loro situazione, per me la diffusione della banda larga è fondamentale specialmente nei piccoli paesi, ma consentitemi di indignarmi, almeno.
Vorrei che qualcuno chiarisse i motivi di questa scelta che, all'apparenza, è economicamente assurda. Vorrei che qualcuno spiegasse perché a Monte San Giovanni Campano, uno dei comuni più grandi come estensione territoriale della nostra Provincia, solo una delle tante centrali è coperte: solamente nella zona Colli si ha diritto a navigare decentemente? Perché nelle altre no? Ancora una volta, tutto ciò sembra non avere senso. Sarebbe molto positivo se Telecom Italia avesse con i suoi utenti un rapporto chiaro e franco, invece di nascondersi dietro ai ragazzi dei call-center che, mandati quasi allo sbaraglio, sono costretti a prendersi le sfuriate dei clienti che rimangono basiti dagli atteggiamenti e dalle strategie del più grande gruppo di Telecomunicazioni in Italia ed uno dei più grandi al mondo. Perché, ricordiamo, anche chi non ha l'ADSL paga il canone, che cresce costantemente mentre i servizi rimangono di basso livello. Noi giovani dell'Italia dei Valori vogliamo che un accesso dignitoso alla rete sia un diritto di tutti e non solo di qualcuno.
Arriviamo a qualche conclusione: come si può risolvere, o almeno ridurre al minimo, il problema del digital-divide? Abbiamo pensato a due strade: una riguarda le utenze private di ogni cittadino, l'altra uno spazio pubblico in ogni comune. Ma andiamo per ordine: analizziamo la prima problematica, il diritto di avere l'ADSL in ogni casa. Se attendiamo che Telecom Italia faccia qualcosa entro breve tempo, penso proprio che aspetteremo a lungo. Allora si potrebbe intervenire a livello regionale con dei fondi pubblici? Si, purtroppo aggiungerei. Ma ha senso dare dei soldi a Telecom se poi, come abbiamo visto, si rischia seriamente di vedere impiegati questi fondi per delle tecnologie vecchie e lente? Allora la soluzione, secondo il nostro punto di vista, è il wi-fi. Come detto, ne sono in prima persona un utilizzatore estremamente soddisfatto (ovviamente non dirò il nome della società a cui sono abbonato). Purtroppo però, essendo i provider che forniscono il servizio molto piccoli e quindi con un capitale limitato, gli investimenti per la copertura sono estremamente oculati ed i prezzi non sono alla portata di tutti. Difatti per usufruire del servizio è necessario dotarsi di alcuni apparati (come un ricevitore che va messo sul tetto di casa) che hanno un costo: attualmente l'operatore di cui vi parlo offre un pacchetto comprensivo di apparecchi ed installazione ad un prezzo di circa 140€ una tantum, più ovviamente il canone mensile. La nostra proposta è: la Regione (o la Provincia, insomma un ente pubblico) deve collaborare con questa società, magari aiutandola negli investimenti per coprire tutto il territorio e finanziando alle famiglie meno abbienti il costo iniziale di cui vi ho appena parlato, e magari, parte del canone.
Ora passiamo al secondo punto: noi proponiamo che, per legge, in ogni comune ci debba essere un'area wi-fi gratuita o a prezzi veramente modici. Che sia un parco, una piazza, una biblioteca, non importa. Ogni amministrazione dovrà istituire una zona dove i cittadini, dopo essersi appositamente registrati ed aver ottenuto una password d'accesso, possano navigare tranquillamente, senza costi. Ciò è estremamente facile e veloce da realizzare (recentemente tutto il centro di Venezia offre questo servizio, ma gli esempi sono tantissimi) ed offre anche qualche posto di lavoro: infatti dovrà esserci un addetto che si occupi della registrazione dei nuovi utenti e del monitoraggio della rete, e questo semplice compito potrebbe essere svolto, ad esempio, da qualche ragazzo del servizio civile. Insomma, si uniscono due aspetti importanti e si fornisce un servizio utilissimo alla cittadinanza.
Il costo di entrambi i progetti non sarebbe affatto elevato e permetterebbe a tutta la nostra Provincia di avere un servizio fondamentale. Internet, almeno fino ad ora, è l'unico mass media non assoggettato al potere, dove si può parlare liberamente, dove i censori ancora non arrivano.
C'è un'importante obiezione alla mia proposta, un'obiezione che io capisco appieno e che non ho mai sottovalutato: ma il wi-fi fa male? Io non sono uno scienziato, e anche se lo fossi non potrei darvi risposte sicure. Ma posso dirvi che non ci sono, dopo tutti questi anni in cui la tecnologia si è diffusa, delle prove concrete della sua dannosità e che un ripetitore wireless emette circa 20 volte meno onde elettromagnetiche rispetto ad un cellulare che tutti portiamo in tasca! I diffusi allarmismi sono quindi totalmente fuori luogo.
Queste sono le proposte dei giovani dell'Italia dei Valori: ci piacerebbe sapere se gli altri partiti giudicano questo tema importante e come pensano di poterlo risolvere. Negli anni i vari governi di destra e sinistra hanno promesso mari e monti, ed ovviamente praticamente niente è stato fatto in concreto. Dal Ministero delle Comunicazioni, i vari Gasparri, Landolfi, Gentiloni e Romani si sono riempiti la bocca con finanziamenti per centinaia di milioni di euro che nessuno ha mai veramente investito. A chi interessa la diffusione della banda larga? A chi interessa fornire ai cittadini un servizio indispensabile? Noi ci stiamo dando da fare anche su questo tema, come dimostra la nostra presenza qui stasera. Intendiamo arrivare alle istituzioni locali, nazionali ed europee, tramite i nostri rappresentanti che già si sono dimostrati interessati alle nostre idee."
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